Stranger than fiction: Shameless e la mamma di Shannon

                 Shameless è una serie TV inglese ambientata in un council estate (l’equivalente britannico delle case popolari, dei condomini che assomigliano a prigioni per la loro grigiezza) del nord dell’Inghilterra e che ha come protagonista i Gallagher – una famiglia di ubriaconi, derelliti e disoccupati che vivono col sussidio guardandosi bene dal cercarsi un lavoro. Incesti, traffici di droga, vomitate e altre amenità sono all’ordine del giorno. I protagonisti non tentano neanche di redimersi, non gliene importa proprio nulla. La loro comicità sta nel loro essere “senza vergogna”, appunto. Negli anni ’60, in Italia, Manfredi aveva proposto una realtà simile in “Brutti, sporchi e cattivi”: un ritratto talmente grottesco dei poveri da risultare surreale e comico.

Shameless ha un successo tale da essere arrivata alla sesta stagione. E’ un fenomeno interessante perché il programma, pur avendo molto in comune con “Little Britain” (la serie a sketch che ha come protagonisti personaggi ispirati alla realtà contemporanea britannica) non ha il suo stesso tono paradossale e giocoso. Quella di Shameless è una comicità non solo irrverente ma sconvolgente. C’è una grigiezza, una negatività di fondo, “grittiness” è la parola inglese appropriata, che ricorda certi ambienti descritti da Dickens. Shameless parla di una fetta di società bitannica purtroppo esistente e che quando si incontra può risultare spaventosa.

Forse così spaventosa da essere suo malgrado comica. 

Certe zone della Gran Bretagna, e non solo dello sperduto nord, hanno un livello non solo di povertà, ma anche di analfabetismo e di criminalità tale da poter essere equiparate solo alle favelas del terzo mondo. In alcune zone di Londra c’è il tasso di gravidanze di minorenni più alto non solo d’Europa ma di tutto l’Occidente. Gli ospedali al venerdì sera sono pieni di 14enni in coma etilico. La maggiorparte dei bambini delle elementari di Peckham, Sud di Londra, ha madri single. Il 70% dei teenager della stessa zona è stata aggredita almeno una volta da coetanei armati. La Gran Bretagna è risultata in un recente sondaggio il posto peggiore dove passare l’adolescenza.

Tutto ciò è tragico. Eppure è innegabile come la disperazione a volte assuma connotati tali da far ridere. E non solo la realtà può essere a volte più assurda della finzione. In alcuni casi la finzione copia la realtà che a sua volta copia la finzione producendo una meta-realtà che è più assurda (e ridicola) delle due messe insieme.

E qui entra in scena la famiglia Matthews e la piccola Shannon.

Mentre in Italia scoppiavano duelli TV fra Berlusconi e Veltroni, l’Inghilterra affrontava, a meno di un anno dalla scomparsa di Madaleine McCann, il caso di un’altra bambina scomparsa, Shannon Matthews. Al contrario di Madaleine però, Shannon non è bellina, carina e bionda. Ha un faccione simpatico con i dentoni, e un occhio più piccolo dell’altro, che fa molto poco “media fenomenon”.

              E non è figlia di ricchi dottori, bensì di una famiglia di poveracci del nord. La madre di Shannon ha 32 anni, è enorme, non si pettina dalla nascita e ha due occhiaie che sembrano disegnate con la matita. Si tira su i capelli con un ciuffo nel mezzo tenuto da un fiocco elastico. Ha 7 figli da 5 mariti diversi e al momento vive in un council estate con un ragazzetto 22enne che indossa un perenne cappello da baseball.

Naturalmente all’inizio nessuno osava fare commenti. La signora Matthews era una disgraziata, ma le avevano rapito la figlia. Era una cosa seria. Tragica. Non si poteva ridere. Certo, la somiglianza fra i Matthews e la famiglia di Shameless era incredibile.

   

Forse per questo, rispetto a Madaleine, la notizia ha avuto all’inizio meno rilievo in TV, relegata alla cronaca. Niente squadre di entusiasti inviati speciali (vuoi mettere fare un reportage in Portogallo a Maggio, e uno nella periferia dello Yorkshire a Febbraio??) e poche interviste ai due genitori. Del resto, anche quando parlavano non si capiva niente. Ogni volta che la mamma di Shannon apriva bocca bisognava mettere i sottotitoli.

Ma l’Inghilterra dei diritti umani non poteva accettare in silenzio la discriminazione mediatica fra ricchi e poveri. Calciatori e showgirls si sono dunque mobilitati, andando in TV a implorare chiunque avesse informazioni di chiamare la polizia. Si è cominciato a dire che Madaleine era diventata un caso perché la famiglia aveva soldi e cultura sufficienti per pagare un ufficio stampa e aprire un sito internet, mentre i parenti di Shannon, poveri e semi-analfabeti, venivano ignorati. SHAME! Vergogna!

Scotland Yard ha fatto scattare la più grossa operazione poliziesca dai tempi di Jack lo Squartatore. Lo Yorkshire è stato passato palmo a palmo… Sno fatte ricerche di ogni genere… E alla fine…

…al contrario della povera Madeleine, Shannon è riapparsa. La polizia ha fatto irruzione a casa dello zio del patrigno di Shannon (quello col cappellino da baseball) e l’ha trovata nascosta dentro un cassettone di quelli che stanno sotto ai letti. Subito si è pensato che lo ziastro era un pedofilo, oddio, chissà che le avrà fatto. La polizia all’inizio dice che Shannon per il momento starà in un centro della tutela minori – ok, normale, sarà traumatizzata. Intanto il paese fa festa, la mamma appare in TV contenta, abbracciata al ragazzo col cappellino. Passa un settimana e Shannon continua ad essere separata dalla madre. Due settimane e il patrigno col cappellino viene arrestato. Il giorno dopo arrestano la madre…

…risultato: era una messinscena. Perché? Per fare soldi. Come? Chiedendo alla famiglia di Madeleine McCain aiuto economico per finanziare le ricerche per Shannon. Peccato che tali richieste siano state fatte dalla famiglia Matthews con delle email talmente sgrammaticate e aggressive che i McCain si sono rivolti alla polizia.

A che punto e con quale giustificazione nella fantasia dei Matthews Shannon dovesse ricomparire, non è chiaro. Non è neanche chiaro se la sua scomparsa e il fatto che il ragazzo col cappellino avesse foto pedofile nel computer siano collegati. Una sola cosa è certa….

…i Matthews, secondo quanto riferito dalla polizia, avevano avuto l’idea di fingere un sequestro di persona guardando un episodio di Shameless.

La fiction che racconta famiglie come i Matthews, è stata usata da loro per produrre una realtà basata sulla quella stessa fiction. Non rendendosi conto della differenza. Non capendo che quella della televisione non è una versione grottesca e paradossale della loro vita. Se i Gallagher hanno finto un rapimento, facciamolo anche noi! Per i Matthews, il paradossale è reale. La povertà e la disperazione hanno portato una madre a fingere il rapimento della propria figlia, che adesso le sarà tolta. E la sua giustificazione non è “sono stata plagiata”, “ero ridotta sul lastrico”, “l’ho fatto per garantirle un futuro…” Tutte queste cose le dirà, in processo, istruita da un avvocato. Ma per ora la sola cosa che ha detto è stata “l’ho visto in TV.”

E’ tragico.

E’ allucinante.

Ma, purtroppo… Fa anche tanto ridere.