Poesie 1999-2001


Sono poesie vecchie, ritrovate in un file che non tocco da 6 anni. Le pubblico qui perché non le manderei mai ad un editore. Forse non dovrei pubblicarle per niente…

Da Poesie dell’eclissi

Walk (11 Aprile 1999. Fortune Green Cemetery.)

Il giorno che ha segnato il cammino

Indossavi una giacca lunga e fredda

Verde bottiglia, che pareva nero

Accanto alla rete metallica

Sul limite del prato.

Uno degli antichi miei costumi da farfalla

mi si gelava addosso

e m’aggrappavo invano ai tuoi occhi lontani

Che guardavano oltre

Sono venuta meno davanti alle tue scarpe

E a quei nomi incisi sulla pietra

Ho visto il mio corpo sbriciolarsi lentamente

Crack screech crack

Finche’ non ci sono stata piu’.

E tu nero e immobile

Rimanevi a osservare il mio respiro

E te ne andavi per sempre

Senza lasciare nemmeno

Un’ombra fra la polvere

Failed attempt

Ferma

Come bamboccio scucito

Guardo il liquido che salva

Soffio piano

Faccio sudare il bicchiere.

Fuori

il cielo ha la febbre

Disteso imbronciato

Sonnecchia

Senza alcun interesse.

Dentro

Il buio spalanca voragini inerti

In un respiro senz’aria

Lieviterei

Ma mi schiacciano bocche fredde

Occhi chiusi

Mani lontane.

Implosion

Sottilmente traversa

Da lama di crepa amara

Distorco le mie fragilita’

Oltre la lastra spessa

Impedita al volo

assente all’azione

la mente incliccata

distendo le membra filanti

– I reach, I stretch –

Rintano piano

Rincuccio

Implodo

Punto

Nulla

Stop

Anniversary

Nel giorno

Dell’anniversario della mia morte

Indosserò ancora lo stesso vestito

Percorrerò le medesime strade straniere

Poserò le sguardo sulle solite cose

Sulla usuali immagini di carta.

Tutto sarà uguale, identico, preciso

Soltanto tu non ci sarai

lì’, a commemorarmi

Con una canzone calda o un fiore di carta

Mi hai sepolta lontano per non dovermi vedere

In un deserto opaco e bianco e muto

Senza una lapide

Per non correre il rischio di potermi ricordare

D’incontrarmi di nuovo, un’altra volta

Con addosso i colori di quell’ultimo giorno

Quando le cose avevano ancora un nome

E noi avevamo un viso, una storia, una voce.

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One thought on “Poesie 1999-2001

  1. ciao. Io non leggo mai poesie, perchè la scelta lessicale che si fa’ per esperimersi versi mi deprime. E’ una scelta che ti costringe a essere troppo sintetica, troppo criptica, troppo carica di significati. La scrittura in versi non mi appartiene.
    Pero’ devo riconoscere, Lara, che il genere misto Ital-english è affascinanante, suona sensuale e vagamente snob. Ma è per un pubblico molto sensibile. Io che sono un po’ “superficialotta”, capisco il valore dei tuoi versi, ma se devo leggerti dentro, preferisco uno dei tuoi racconti. Mi fa sentire piu’ vicina a quello che hai vissuto, che hai provato perchè è piu’ facile da assimilare.
    Saro’ pigra??????
    Luci in the sky with diamonds
    p.s.: farne dei testi per dei brani musicali, noooo? forse sarebbero del genere che porta un po’ sfiga!!!!

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